| 29 Giugno 2026 11:30 |

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Volontari e soccorritori in piena fase operativa dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela: si spera in buone notizie sui corregionali lucani dispersi

Il cuore della Basilicata batte a Caracas: sono in centinaia in queste ore i volontari impegnati a tessere la rete di aiuti e scambi di informazioni tra l’Italia e il Sud America, dopo il sisma che ha colpito il Venezuela, nel tentativo di mettere in contatto le famiglie lucane con i congiunti emigrati in Venezuela. Un doppio impegno che vede da un lato le associazioni di comunità italo – venezuelane, in costante contatto con le autorità diplomatico-consolari presenti sul territorio e con l’Unità di Crisi della Farnesina, e i volontari arrivati in queste ore con due aerei per portare supporto medico, farmacologico e logistico.

Nelle piazze lucane la preoccupazione resta altissima per i numerosissimi corregionali residenti nei quartieri più colpiti. Città come Pescopagano, Maratea, Lagonegro e Rivello hanno storicamente visto intere generazioni emigrare verso il Paese sudamericano. Oggi quasi una famiglia su tre a Pescopagano ha parenti diretti a Caracas. Le associazioni dei lucani nel mondo cercano disperatamente notizie, mentre il silenzio dei telefoni alimenta il panico. L’eco del dramma riapre ferite mai del tutto rimarginate nel Mezzogiorno, richiamando alla mente i tragici eventi del 1980.