Famiglie col fiato sospeso in attesa del bollettino ufficiale del Ministero degli Esteri per i 40 lucani dispersi e irreperibili dopo il tragico terremoto in Venezuela
Ore di angoscia per i lucani emigrati in Venezuela e le famiglie di origine. Tra gli oltre 50 mila dispersi provocati dal devastante terremoto che il 24 giugno ha colpito il Venezuela figurano infatti anche decine di italo-venezuelani, e tra loro potrebbero esserci cittadini e famiglie di origine lucana, appartenenti a una delle comunità italiane storicamente più radicate nel Paese sudamericano. È questa la notizia che alimenta la maggiore preoccupazione nelle reti dell’emigrazione lucana, mentre continuano senza sosta le ricerche tra le macerie e il bilancio della tragedia assume dimensioni sempre più drammatiche. Dunque, la principale e più drammatica notizia che rimbalza da Caracas si trasforma in un’attesa straziante per centinaia di famiglie lucane.
Un silenzio assordante che unisce i piccoli borghi dell’entroterra appenninico alle macerie fumanti di La Guaira, epicentro del disastro e storica meta dell’emigrazione regionale. L’ansia stringe i comuni come Pescopagano, dove quasi una famiglia su tre vanta legami di parentela diretti oltreoceano, ma anche centri come Matera e Potenza, che guardano ai bollettini dell’Unità di Crisi della Farnesina con crescente disperazione. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato che gli italo-venezuelani complessivamente dispersi ed esplicitamente monitorati dalle autorità italiane sono circa quaranta, un nucleo ristretto di casi accertati che si inserisce nel gigantesco e spaventoso buco nero delle cinquantamila persone introvabili.












