CARACAS Oltre 10.000 persone risultano disperse in seguito ai devastanti terremoti che ieri sera hanno colpito il Venezuela. Lo riferisce Sky News, che riporta quanto emerge da un sito web creato per rintracciare le persone scomparse condiviso online sui social dai leader dell’opposizione venezuelana. Il pensiero corre veloce alla numerosa comunità italiana presente in Venezuela, nella quale è forte anche la componente di origine calabrese. La Repubblica ha raccolto la testimonianza di Arturo Guzzo, originario della provincia di Cosenza, ma residente a Caracas: «Nella zona del centro storico della città è un disastro», racconta il ristoratore.

Il racconto

Il 65enne originario di San Pietro in Amantea non nasconde la paure e teme per possibili nuove scosse. «Non è solo per paura: c’è il caos, la gente in strada e i telefoni che non smettono di suonare, vorremmo poter fare qualcosa». Due le scosse, una di magnitudo 7.1 e una di magnitudo 7.5, hanno messo in ginocchio un’intera nazione. «Molti edifici sono stati costruiti senza il rispetto delle norme antisismiche», ammette Guzzo, residente nel quartiere di Altamira: una zona residenziale di lusso. Sui momenti legati alle forti scosse, il ristoratore calabrese aggiunge: «Siamo rimasti paralizzati dal terrore, non sapevamo quando sarebbe finito, non sapevamo come proteggerci il mio primo pensiero è stato alla piccola: in momenti come questi si deve pensare ai più fragili. L’ho presa in braccio e sono corso all’esterno senza sapere cosa avrei trovato». Il peggio sembra essere passato, ma la conta dei dispersi e dei morti prosegue con i numeri che continuano a crescere. Un dramma senza fine. «È come se fosse mezzogiorno, siamo tutti svegli e le strade sono piene: continuo a ricevere chiamate e messaggi di amici che stanno lasciando la casa per proteggersi sicurezza. Ma in contesti come questi non si sa mai bene come proteggersi». (redazione@corrierecal.it)