Mentre le squadre di soccorso scavano tra le macerie a Caracas e nella cittadina di La Guaira, le testimonianze dei calabresi residenti in Venezuela raccontano l’orrore della notte di terremoto. Arturo Guzzo, 65 anni, ristoratore originario di San Pietro in Amantea (provincia di Cosenza), si trovava al momento delle violente scosse nel suo locale a Sabana Grande: “I palazzi ondeggiavano e ballavano senza sosta, precipitavano pezzi di facciata e non sapevamo cos’altro sarebbe successo, abbiamo temuto cadesse tutto”, racconta Guzzo a Repubblica.
Terremoto magnitudo 7.1 e 7.5 devasta capitale venezuelana
Due terribili scosse hanno scosso il Venezuela intorno alle 18 della sera locale: la prima di magnitudo 7.1, la seconda ancora più devastante di 7.5, secondo quanto riferito dall’United States Geological Survey. Le scosse sono state avvertite con particolare intensità a Caracas, dove migliaia di persone si sono riversate in strada nel panico. Il bilancio finora disponibile è drammatico: 164 morti, circa 1.000 feriti e oltre 10mila dispersi nelle zone colpite. Particolare preoccupazione per la cittadina costiera di La Guaira, a circa 20 km dalla capitale, dove sono decine gli edifici crollati secondo le prime rilevazioni. Le reti telefoniche sono interrotte, il che rende ancora più difficili i soccorsi.










