A Caracas la notte è trascorsa tra telefonate, messaggi e paura. Arturo Guzzo, 65 anni, ristoratore originario di San Pietro in Amantea, in provincia di Cosenza, ha raccontato a Repubblica le ore successive alle due violente scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela.Quando nella capitale venezuelana sono le quattro del mattino, Guzzo sa già che non riuscirà a dormire. Da ore risponde ai messaggi di amici e parenti, rassicura chi lo contatta dall’Italia e prova a ricostruire la situazione attraverso le persone che conosce.“Nessun disperso nella nostra cerchia”

«Per il momento, fortunatamente, non abbiamo notizie particolarmente gravi: non ci sono dispersi né danni alle case nella nostra cerchia», ha spiegato il ristoratore calabrese.Poche ore prima, intorno alle sei del pomeriggio, il Venezuela era stato colpito da due fortissime scosse: una di magnitudo 7.1 e una seconda, ancora più intensa, di magnitudo 7.5. Un doppio sisma che ha messo in grande difficoltà il Paese e alimentato la preoccupazione anche tra le comunità italiane presenti sul territorio.“Nella zona storica è un disastro”

Guzzo descrive una situazione particolarmente difficile nella parte storica della città. «Nella zona storica della città è un disastro, un inferno», ha raccontato ancora a Repubblica.Secondo il ristoratore originario del Cosentino, a pesare sugli effetti del terremoto sarebbe anche la condizione di molti edifici. «Molti edifici sono stati costruiti senza il rispetto delle norme antisismiche», ha aggiunto.