Milano, 26 giugno 2026 – Quattro giorni (col weekend di mezzo) all’alba del 30 giugno, la scadenza del Pnrr entro la quale devono essere tassativamente completate le strutture finanziate con almeno 60,4 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per assicurare all’Italia i relativi fondi Ue destinati alla rinascita post-pandemia.

In Lombardia le più importanti, Case e Ospedali di comunità destinati a reinfrastrutturare la scassata rete della medicina territoriale, centreranno l’obiettivo, assicurano il presidente della Regione Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Guido Bertolaso all’esito di una giunta straordinaria in cui è stato approvato “l’ultimo piano di rimodulazione” dopo l’ok del ministero della Salute “alle nostre ulteriori proposte di modifica per arrivare in tempo utile a questa scadenza importante”.

E “contribuire al raggiungimento del target nazionale, togliendo un po’ di problemi ad altre parti del Paese dove i target non sono stati raggiunti”, rimarca l’assessore, immediatamente contestato dalle opposizioni che parlano di “numeri non credibili” comparandoli a ricognizioni effettuate un anno fa (il Pd) e a febbraio (i 5 Stelle).

Le cifre

Le rimodulazioni di Roma, ha sottolineato Bertolaso, sono state parecchie e hanno fatto scendere, complice l’aumento dei costi nell’edilizia, il totale di Cdc da realizzare con fondi Pnrr in Italia dalle 1.350 del 2022 alle attuali 1.038 e gli Odc da 400 a 307; ma la Lombardia è rimasta alle 187 Case Pnrr (più altre 16 autofinanziate e non in scadenza) e ai 60 Ospedali (cui ne aggiungerà altri 8) previsti quattro anni fa. Circa il 20% del monte-Italia, rimarca il governatore Fontana: “Una sfida impegnativa che abbiamo affrontato con serietà e capacità amministrativa”.