Dall’estensione dell’Assegno unico alla proroga per le Asl per poter trattenere in servizio un medico di famiglia fino ai 72 anni. Sono le principali novità arrivate al decreto Pnrr, che è ancora all’esame del Parlamento ma che dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile.

Scadenze Pnrr

Partiamo dalle scadenze per il termine dei lavori sugli investimenti Pnrr, che si allineano al 30 giugno. L’ultima mossa è arrivata dalle riformulazioni degli emendamenti all’articolo 1 del decreto che, nella versione iniziale, avevano provato a spostare i termini al 31 luglio. Il tentativo avrebbe imposto una modifica al regolamento comunitario, e quindi un nuovo complesso negoziato con Bruxelles, improbabile per uno slittamento di un mese solo. La parola fine sulla querelle delle scadenze dovrebbe finalmente liberare le Linee guida sull’ultimo miglio del Pnrr, che sono state completate tre settimane fa dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi e dalla Ragioneria generale (si veda «Il Sole 24 Ore» del 17 marzo) ma non sono mai state pubblicate ufficialmente per non andare in cortocircuito con gli emendamenti.

I medici di famiglia

Poi, viene prorogata di un anno, quindi fino al 31 dicembre 2027, la possibilità per le Aziende sanitarie locali di «trattenere in servizio, a richiesta degli interessati» dei medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: si tratta soprattutto di medici di famiglia, pediatri e guardie mediche di cui c’è oggi una grande carenza.