Si va verso una proroga della permanenza al lavoro su base volontaria fino a 72 anni per i medici ospedalieri. La notizia, anticipata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani viene confermata da fonti di maggioranza. Si tratta della proroga di una norma già prevista nel decreto milleproroghe dello scorso anno ma con scadenza a fine 2025 e che non è entrata nel testo del milleproroghe di quest'anno ma che verrà ripristinata nell'ambito dell'esame parlamentare: il termine per gli emendamenti è il prossimo 22 gennaio . La spinta in questo senso è da parte di tutti i partiti della maggioranza.

La nuova proroga e la norma in vigore fino al 2025

La questione della possibilità della permanenza in corsia oltre i 72 anni per i medici ospedalieri si è riaperta dopo la scadenza della misura prevista nello scorso decreto milleproroghe fino al 2025.

Non essendo stato inserito nel nuovo dl milleproroghe - approvato prima della fine dell'anno e dunque immediatamente in vigore - ha creato una sorta di vulnus che verrà risolto con un emendamento in commissione. Il decreto è in discussione in commissione alla Camera e il termine per gli emendamenti è previsto per il 22 gennaio.

Sulla misura, anche in chiave di riduzione delle liste d'attesa, tutta la maggioranza è d'accordo. “Presenteremo un emendamento in questo senso - sottolinea la leghista Simona Loizzo - perché è una misura che riteniamo giusta e in linea con le richieste non solo dei nostri professionisti ma anche con quelle della Conferenza Stato-Regioni”. La norma contenuta nello scorso decreto milleproroghe prevedeva per gli ospedali “la possibilità di ammettere inservizio, a domanda, fino al compimento del settantaduesimo anno di età e comunque non oltre il 31 dicembre 2025, il personale di cui al presente comma collocato in quiescenza a decorrere dal 1° settembre 2023 avendo maturato i requisiti anagrafici e contributivi per il pensionamento di vecchiaia, nei limiti delle facoltà assunzionali vigente”. Con una paletto importante e cioè che “non possono mantenere o assumere incarichi dirigenziali apicali di struttura complessa o dipartimentale o di livello generale”.