Alla fine resteranno a bocca asciutta solo Brindisi e Villa Castelli, il resto delle case e degli ospedali di comunità finanziati in provincia con il Pnnr verrà realizzato, seppure con ritardi. Le strutture per potenziare l’assistenza territoriale e sgravare l’ospedale Perrino da accessi e compiti incongrui erano attese come una manna dal cielo nel capoluogo, ma bisognerà arrangiarsi ancora qualche anno, sempre che gli 8,8 milioni di euro stanziati dal Pnrr per casa e ospedale di comunità nell’ex Di Summa vengano effettivamente sostituiti da altri canali di finanziamento.

Tutto ciò è emerso ieri durante un sopralluogo dei consiglieri regionali di FdI Luigi Caroli e Antonio Scianaro presso l’immobile che avrebbe dovuto accogliere le due strutture sanitarie. A fare il punto della situazione è stato il direttore dell’Area tecnica dell’Asl, Sergio Maria Rini. I due meloniani lo hanno incalzato per comprendere come sia stato possibile candidare uno stabile con problemi di staticità insuperabili, o comunque aggirabili mediante lavori di consolidamento da circa 5 milioni di euro. Il progetto originario, infatti, prevedeva la ristrutturazione dell’immobile. Ma poi i progettisti si sono accorti che era necessario demolire lo stabile: da qui i rimpalli, le interlocuzioni interminabili con Invitalia e ditte e il trascorrere di cinque anni senza che venisse nemmeno avviato l’abbattimento dell’immobile. Tra l’altro, alla perdita dei fondi va aggiunto il pagamento dei progettisti e delle spese sostenute per lo sgombero dell’edificio e lo smontaggio degli infissi, oltre al rischio concreto di contenzioso con la ditta aggiudicatrice dell’appalto, ossia la Guastamacchia Spa.