Funzionanti non prima del 2027. È il destino degli ospedali e case di comunità in Sardegna, i due pilastri della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale prevista dal Pnrr con un finanziamento di circa cento milioni.

Oggi la governatrice e assessora alla Sanità ad interim Alessandra Todde ha annunciato che la Regione ha raggiunto il target previsto dal Pnrr. Ovvero: 59 case di comunità messe a disposizione e dotate delle necessarie attrezzature tecnologiche e 17 ospedali di comunità rinnovati e ugualmente dotati di tecnologie sanitarie avanzate.

«Non è la fine di un percorso - ha chiarito Todde - molti cantieri devono essere terminati e per questo saranno stanziati 10 milioni in variazione di bilancio, ora la sfida sarà trasformarli in presidi reali con carte dei servizi e personale che ovviamente erogherà i servizi che riusciranno a ricucire il territorio con la sanità».

Poi una precisazione: «Si tratta di un risultato che supera gli obiettivi originariamente assegnati alla Regione. Il programma iniziale prevedeva l’attivazione di 50 case e 13 ospedali. Grazie all’aggiornamento della programmazione regionale approvato dalla Giunta nel 2026 la rete territoriale è stata ulteriormente ampliata».