di
Davide Stoppini
Malagò studia le carte per ridefinire il Club Italia con una figura unica dirigenziale e tecnica, valutando Maldini (che dice no), Albertini, Bergomi e Ranieri, mentre resta aperto il toto c.t. tra Mancini e Conte
Vanno prima viste le carte, per capire poi che tipo di partita giocare. È la regola base, non può non valere pure per Giovanni Malagò. Che stasera rientra a Roma da Losanna e incontra il ministro per lo Sport Andrea Abodi. E durante il meeting sarà toccato inevitabilmente anche il tema della ristrutturazione del Club Italia.
Del resto, lo ha spiegato lo stesso ministro in un'intervista a Sky: «I nomi per il prossimo ct e per il direttore tecnico sono importanti, ma serve un disegno sportivo e un'organizzazione che mi auguro possa essere determinata da un assetto nuovo del Club Italia. Credo si debba partire da qui». È proprio quello che ha in mente Malagò: ridefinire i contorni del Club Italia. Del quale non vorrebbe essere direttamente il presidente.













