L’estate italiana riflette l’immagine di un paese sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico. Le lunghe file davanti alla galleria degli Uffizi di Firenze, dove il caldo estremo ha messo in difficoltà l’impianto di climatizzazione facendo sospendere la vendita dei biglietti, sono solo uno degli esempi della morsa di caldo torrido che affligge le nostre città. Nel tempo della crisi climatica permanente, infatti, il peso più grande grava sulle spalle delle persone già esposte a fragilità socioeconomiche, colpite dall'ennesimo moltiplicatore di disuguaglianze.
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In Italia, a oggi, l’aumento complessivo delle chiamate al servizio d'emergenza 118 è solo del 15 per cento. «Da noi nel Pronto soccorso centrale la situazione al momento è stabile», dice a Domani il dottor Vito Cianci, direttore dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Ma il profilo delle persone che affluisce in Ps in queste settimane parla spesso di fragilità: «Pazienti con varie comorbidità che si esprimono con quadri clinici variabili». Negli ultimi giorni si sta assistendo anche ad un incremento di accessi di persone «con disagio psichico». Una delle manifestazioni delle tante problematiche sociali che trova nel Ps «un punto di approdo e a cui non sempre si riesce a dare le risposte adeguate, nonostante il dispiegamento di professionisti».











