Carceri realizzate in cemento e asfalto, senza aree verdi, ostacoli per l’acquisto dei ventilatori, tasso di sovraffollamento insostenibile. E da giorni, anche il caldo oltre l’immaginabile. “Questa estate rovente sta diventando una seconda pena per le persone nelle carceri italiane. Abbiamo migliaia di detenuti che hanno più di 70 anni e molti malati cardiopatici e come ogni anno in questo periodo aumentano i suicidi e le morti da infarto”. A parlare è il portavoce della Conferenza nazionale dei garanti territoriali dei detenuti, Samuele Ciambriello, che chiede al ministero della Giustizia e al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria di mettere in campo misure per far fronte all’ondata di caldo estremo nelle carceri italiane. E racconta: “Ci sono scene di detenuti che fanno l’ora d’aria quasi nudi a causa delle alte temperature. Dobbiamo fermare la strage di diritti e di vite in queste settimane, restituendo un minimo di dignità”.

Il problema del sovraffollamento: il tasso quasi al 140 per cento

Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Antigone, al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono a soli 46.318 posti realmente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%. Sono 73 gli istituti con un tasso di affollamento pari o superiore al 150%, mentre in 8 carceri si supera addirittura il 200%. Gli istituti non sovraffollati sono appena 22 in tutta Italia. Nonostante il governo abbia annunciato da tempo un piano carceri, i posti realmente disponibili sono diminuiti di 537 unità dall’avvio del piano.