«Nei mesi estivi la vita in carcere si trasforma in un'esperienza al limite della sopravvivenza». È la denuncia che emerge dal report di metà 2026 dell'associazione Antigone, dal titolo “L'estate nelle carceri italiane tra sovraffollamento ed emergenze”, che fotografa una situazione resa ancora più critica dalle elevate temperature.

Sovraffollamento record e caldo estremo

Secondo il rapporto, oltre il 60% della popolazione detenuta è sottoposta a regime di “custodia chiusa” e trascorre gran parte della giornata in celle sovraffollate con temperature che superano i 40 gradi. Si aggrava così il disagio fisico, anche a causa della carenza di ventilatori e frigoriferi negli spazi comuni. In alcuni istituti, finestre schermate limitano ulteriormente il ricambio d'aria.

Il report segnala che, al 28 luglio 2026, i detenuti presenti erano 64.741, contro 46.343 posti effettivi, pari a un tasso di affollamento reale del 139,7%, il più alto dal 2013. In sei istituti penitenziari il numero di reclusi supera il doppio della capienza prevista.

Dalle 72 visite effettuate da Antigone nell’ultimo anno emerge che nel 44% degli istituti esistono celle con meno di 3 metri quadrati calpestabili per persona. Sono numeri che confermano l’aggravarsi dell’emergenza strutturale.