Mancano ventilatori, docce e acqua corrente. Così il caldo aggrava le condizioni già difficili nelle celle italiane

L’estate rende ancora più pesanti le condizioni già difficili di molte carceri italiane. Ventilatori che mancano, acqua corrente che non sempre arriva, docce insufficienti. E poi il sovraffollamento. Secondo il rapporto di metà anno di Antigone, l’associazione che tutela i diritti delle persone detenute, nei penitenziari del nostro Paese ci sono quasi 65mila detenuti a fronte di poco più di 46mila posti, con un tasso medio di affollamento vicino al 140%. In diversi istituti, con l’arrivo dell’estate si riducono o si fermano anche le attività pensate per favorire la socialità.

La situazione al Beccaria di Milano

Al carcere minorile Beccaria di Milano, almeno sul fronte dei numeri, il quadro è diverso. Ad oggi sono 56 i ragazzi presenti, su una capienza di 57 posti e sono molte le attività proposte ai giovani: dalla pasticceria allo sport, fino alla pittura o alla possibilità di lavorare in una bicicletteria. A preoccupare è, però, l’aumento degli ingressi di giovani con disturbi mentali e del comportamento, anche gravi. Secondo quanto emerso durante una visita organizzata dalla Camera Penale milanese nell’ambito del progetto «Ristretti in agosto», solo un terzo dei ragazzi arriverebbe in istituto con una terapia già avviata.