Milano, 7 agosto 2026 – Meno di tre metri quadrati a persona è lo spazio calpestabile che rappresenta il limite minimo vitale stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, ma sono pochi gli istituti penitenziari che rispettano questo limite di vita e dignità.
I dati dell’Osservatorio Antigone
Lo ha accertato l’Osservatorio di Antigone che, nelle 72 visite effettuate, ha rilevato che nel 44% degli istituti (32 casi) ci sono celle in cui lo spazio minimo calpestabile è inferiore ai 3mq a testa. Fra i casi paradigmatici, ci sono tre strutture lombarde. Al Nerio Fischione di Brescia, “ci sono stanzoni in cui erano presenti 12 persone con un solo bagno. Il sovraffollamento rende carenti anche gli arredi per tenere gli oggetti personali”, si legge nel rapporto di metà anno.
I casi Monza e Voghera
A Monza, “nella Sezione 6 viene rilevato che, a causa dello spazio insufficiente, i detenuti sono costretti a cucinare nei corridoi e le brande pieghevoli (terzi letti) vengono spesso posizionate direttamente nei corridoi per consentire il movimento all’interno delle celle”.














