Aumentano le persone detenute, peggiorano le condizioni di vita, si moltiplicano le proteste, i suicidi e le segnalazioni di trattamenti inumani. È questa la fotografia che offre "L'emergenza è adesso", Rapporto di metà anno dell'Associazione Antigone, frutto di 86 visite negli istituti penitenziari italiani effettuate negli ultimi 12 mesi dall'Osservatorio dell'associazione.
I tassi di affollamento
A fine giugno nelle carceri italiane erano detenute 62.728 persone, 1.248 in più rispetto a un anno fa. Le donne erano 2.747, il 4,4% delle presenze, gli stranieri 19.816, il 31,6% (il 32,6% dieci anni fa e il 36,6% quindici anni fa). La capienza regolamentare del sistema penitenziario è ferma a 51.276, ma da questi vanno sottratti i 4.559 posti attualmente non disponibili per inagibilità o ristrutturazioni. Di conseguenza il tasso di affollamento nazionale è al 134,3%.
“Vita quotidiana disumana”
La custodia chiusa riguarda oltre il 60% delle persone detenute, costrette a "rimanere per ore in celle sovraffollate e bollenti". In piena estate, si legge nel report, "senza ventilazione adeguata e con accessi limitati all'acqua, la vita quotidiana in carcere è disumana. Le celle raggiungono i 37 gradi, con ventilatori acquistabili solo a pagamento e a numero limitato".










