Meno reati, ma più detenuti in carceri con un sovraffollamento reale medio pari al 133 per cento. Inclusi i minorili, per la prima volta per oltre metà zeppi di ragazzini ben oltre la capacità di ospitarli. E in prospettiva, con le norme dettate dal nuovo decreto sicurezza, la situazione non potrà che peggiorare: con la protesta in carcere trasformata in reato, si prospettano solo più e più anni di carcere per persone già detenute. Almeno 24mila, calcola l’associazione Antigone, se dovessero rimanere costanti i trend del 2024.

È una fotografia drammatica delle condizioni di vita negli istituti di pena italiani quella che emerge dall’ultimo rapporto annuale dell’associazione. Da leggere, invitano, “senza respiro”. Un’allusione diretta alle parole del sottosegretario Delmastro, che nell’affermare di provare “intima gioia” nel “non far respirare i detenuti” nei nuovi blindati, aveva fatto insorgere l’opposizione e inorridire i più. “Chi usa toni militareschi o guerrafondai per orientare e gestire la vita carceraria commette un gravissimo atto di insubordinazione costituzionale”, tuona il giurista Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.

Un detenuto si uccide a Terni: è sempre più emergenza affollamento e suicidi in carcere