ROMA. Sovraffollate, fatiscenti, pericolose. Le carceri italiane vivono una crisi sempre più profonda. Lo denuncia il nuovo rapporto di Antigone, intitolato emblematicamente “Senza respiro”. Nel 2024, il numero dei suicidi ha toccato un tragico record: 91 detenuti si sono tolti la vita, mai così tanti. E a peggiorare la situazione, ci sono numeri impressionanti: in almeno 30 istituti visitati dall’associazione, i detenuti vivono in celle con meno di 3 metri quadrati a testa.
Il sistema penitenziario è saturo: su 189 istituti, solo 36 non sono sovraffollati. Il tasso medio è del 133%, con picchi oltre il 150% a San Vittore, Foggia e Lucca. In molte celle mancano acqua calda o riscaldamento, e i nuovi padiglioni prefabbricati, pensati per alleggerire la pressione, sono già sovraffollati in partenza.
Tra i 62mila detenuti, quasi 10mila scontano pene inferiori ai tre anni. Cala lentamente il numero di persone in custodia cautelare, ma resta alto: il 26,5% dei reclusi non ha ancora una condanna definitiva. Solo un detenuto su tre lavora, e appena lo 0,4% lo fa per aziende private. Gravissima la carenza di educatori (uno ogni 64 detenuti) e mediatori culturali (1,7 ogni 100 stranieri).
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