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28 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:13
È stato reso pubblico stamattina il consueto rapporto di metà anno sulle carceri dell’associazione Antigone, frutto delle visite effettuate con il nostro Osservatorio sulle condizioni di detenzione nei primi sei mesi dell’anno. Quello che abbiamo visto con i nostri occhi fatica a emergere dai numeri. Celle minuscole dove vivono sei persone nel caldo più rovente, puzza di spazzatura in putrefazione che toglie il respiro, acqua corrente che manca.
“Per il caldo torrido siamo costretti a buttare ogni giorno alimenti che non riusciamo a consumare, rischiando tutti i giorni una intossicazione alimentare”, ci scrivono alcuni detenuti. “Un detenuto, nella disperazione più totale”, ci racconta l’operatrice di un nostro sportello in carcere al termine dei colloqui, “ha dovuto tagliare i fili della TV per attaccarli al ventilatore; ventilatore che quasi nessuno ha”. E nella lettera di una mamma leggiamo: “Salve distinta associazione, mi rivolgo a voi con il cuore in mano di una madre e di una intera famiglia distrutta dal dolore. Mio figlio è in carcere da circa 3 settimane ed è affetto da disturbi psichici conseguenti all’uso di sostanze stupefacenti. Non può uscire in cortile, se non 2 ore alla settimana e la sua situazione di salute sta peggiorando. Ha solo 22 anni”.









