Roma, 27 giugno 2026 – I contadini, gli equilibristi sui ponteggi, i rider. Pietà per loro. E per tutti i lavoratori, anche quelli chiusi in un ufficio dove il condizionatore arranca. Con il caldo perdono slancio e simpatia, elettroliti e capacità di distinguere fra una botta di pigrizia e il collasso. Purtroppo rischiano anche di rimetterci la salute, in certi casi la vita. No, non è colpa dell’estate: occorre trovare un altro nome a questa stagione. Nel frattempo l’evidenza scientifica riferita all’Italia conferma che l’esposizione a temperature estreme è all’origine di oltre 4mila infortuni sul lavoro all’anno e determina ricadute pesanti sulla continuità produttiva e sull’organizzazione aziendale.

Marco Morabito guida la piattaforma Worklimate del Cnr, nata proprio per studiare l’impatto dello stress termico da caldo sulla sicurezza dei lavoratori. Fotografa un’umanità che parla tante lingue e spesso si confonde. Insegna l’autodiagnosi attraverso il colore della pipì. Davvero?

“È un metodo semplice che dà grandi risultati e certe aziende lo hanno già adottato: si mettono nei bagni infografiche con le gradazioni cromatiche dell’urina. Basta controllare per evitare la disidratazione”.