È caldo per tutti, ma per loro ancora di più. Da chi passa ore davanti al forno, come fornai e pizzaioli, a chi è impegnato sull’asfalto rovente, da chi è bardato con tute e dispositivi di protezione individuale per versare metallo fuso in fonderia a chi anticipa l’orario di lavoro all’alba. Ventilatori, acqua e integratori sono il kit di "sopravvivenza", con la speranza che temperature più sopportabili non tardino ad arrivare. "Giovedì in laboratorio il termometro registrava 42 gradi – afferma Luca Domizi, presidente dei panificatori di Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Fermo, titolare della panetteria e pasticceria "Dolci delizie" a Tolentino –. In questi giorni praticamente esco per refrigerarmi. L’unica soluzione a lavoro è iniziare prima e finire prima; alle 4, quando apro, ci sono 36 gradi. Bisogna sopportare. Anche perché i prodotti che facciamo noi, come il pane, con l’aria del ventilatore si seccano. Non ha senso nemmeno accendere il climatizzatore: con i forni sempre accesi, non farebbe in tempo ad arrivare a temperatura, sprecheremmo i soldi e basta". Ma il caldo torrido non è l’unico problema per il settore in questo periodo. "Da un mese e mezzo – prosegue Domizi – i prezzi delle materie prime sono aumentati, a causa delle tensioni geopolitiche internazionali e delle speculazioni. Per settembre è già stato annunciato un ulteriore rialzo. Farina, zucchero, uova, olio di semi continuano a salire". La crisi nello Stretto di Hormuz ha innescato una forte volatilità e rincari generalizzati. E le conseguenze si sentono anche sul nostro territorio.
Il fornaio: 42 gradi nel mio laboratorio
È caldo per tutti, ma per loro ancora di più. Da chi passa ore davanti al forno, come fornai e...














