Con l’innalzamento anomalo delle temperature, le condizioni operative all’interno dei siti produttivi del comparto metalmeccanico in Umbria — con particolare criticità per le fonderie, i reparti di stampaggio, carpenteria pesante e i cantieri di montaggio — hanno superato i livelli di soglia biologica accettabili, configurando un rischio imminente per la salute dei lavoratori. "Da giorni – sottolinea Daniele Brizi, segretario generale Uilm Uil Perugia – riceviamo segnalazioni da parte di lavoratori che sono costretti ad operare in condizioni critiche, con temperature che vanno ben oltre i 35 gradi. L’esposizione combinata a temperature dell’aria elevate, calore radiante (generato da forni e impianti) e alti tassi di umidità relativa sta determinando un quadro di stress termico da calore severo. Tale condizione incrementa esponenzialmente il rischio di infortuni per riduzione della vigilanza psicofisica e può causare patologie acute gravi, fino al colpo di calore (ipertermia), configurabile come infortunio sul lavoro con potenziale esito infausto". Per questo la Uil richiama la stretta osservanza del quadro normativo imposto dal decreto legislativo del 9 aprile 2008 che all’articolo 15 "impone l’eliminazione dei rischi alla fonte e la riduzione dei rischi in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico" e agli articoli 28 e 29 "obbliga il Datore di Lavoro alla valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza, inclusi quelli derivanti da agenti fisici e condizioni microclimatiche". Insomma, la normativa c’è, ma viene disattesa e la Uil ricorda che è prevista la possibilità di ricorrere alla Cassa integrazione guadagni ordinaria con causale "eventi meteo - alte temperature"