TRENTO. Il Coordinamento Industria CISL del Trentino lancia un nuovo allarme sul rischio caldo nei luoghi di lavoro, chiedendo maggiore attenzione per i lavoratori impiegati nei reparti produttivi durante l'ondata di calore che sta interessando il territorio. Dopo il primo picco registrato a fine maggio, le temperature elevate hanno caratterizzato l'intera settimana dal 15 al 21 giugno e, secondo le previsioni, potrebbero raggiungere valori ancora più elevati nei prossimi giorni, con un possibile apice tra il 24 e il 28 giugno.

Secondo il sindacato, il settore manifatturiero è particolarmente esposto agli effetti delle alte temperature. Un sondaggio condotto su 50 lavoratori evidenzia la presenza di sintomi riconducibili allo stress termico, aggravati da condizioni diffuse in molti stabilimenti: reparti non climatizzati, scarsa ventilazione, coperture metalliche, lavorazioni che producono calore, utilizzo di dispositivi di protezione pesanti e ritmi produttivi elevati. Elementi che, secondo la CISL, rendono il rischio concreto e richiedono interventi strutturali.

Il Coordinamento valuta positivamente le recenti linee di indirizzo della Provincia autonoma di Trento sulla gestione del rischio calore, ma sottolinea alcune criticità. In particolare, viene evidenziata la mancanza di indicazioni operative specifiche per gli ambienti chiusi e per i reparti produttivi influenzati dalle temperature esterne. Il sindacato chiede inoltre una definizione chiara delle cosiddette "stop policy", ovvero delle condizioni che dovrebbero portare al rallentamento o alla sospensione delle attività quando le misure di prevenzione non sono più sufficienti a garantire la sicurezza dei lavoratori.