Il caldo estremo avvolgerà l’Italia per almeno un’altra settimana, facendo sentire i suoi effetti soprattutto nelle metropoli. Sono le conseguenze della crisi climatica provocata dall’inquinamento antropico, che si aggrava di anno in anno. Nell’ultimo decennio la rapidità dell’aumento delle temperature è raddoppiata rispetto ai decenni precedenti: lo certificano il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Università dell’Aquila, che hanno analizzato i dati storici sulla variabilità del clima. Secondo lo studio la svolta è scattata nel 2013/14, quando le temperature medie hanno iniziato a impennarsi. A partire da quel biennio «il tasso di aumento della temperatura globale è raddoppiato da 0,16-0,18 a 0,34-0,42 gradi per decennio», spiega Umberto Triacca dell’Università dell’Aquila, primo autore della ricerca. I dati sono stati divulgati mentre l’Europa è colpita da un’intensa ondata di calore, col picco atteso nei prossimi giorni in Italia dopo avere attraversato Francia e Spagna.
Secondo uno studio dell’Imperial College di Londra su 854 città del continente, l’Italia è il paese europeo con il maggiore tasso di mortalità in eccesso attribuibile al caldo estremo. Nel 2025 sono state contate 4.597 vittime ma quest’anno il bollettino rischia di essere ancora peggiore. Le grandi città sono il luogo più ostile in cui affrontare questi giorni, a causa del troppo cemento e della scarsità di alberi che peggiorano gli effetti del caldo. Ieri l’elevato consumo energetico dovuto ai condizionatori ha provocato blackout in varie zone di Milano, Torino e Napoli. Per oggi il ministero della Salute ha proclamato il bollino rosso in 16 città: si tratta di Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo, dove le temperature elevate mettono a rischio la salute degli individui più vulnerabili come bambini e anziani.














