Si fa presto a dire “piano di adattamento” o “piano per l’estate”. La vera sfida italiana è trasformare alcuni di questi importanti programmi amministrativi degli strumenti concreti da utilizzare per sopravvivere alle ondate di calore. Almeno fino al prossimo fine settimana, ma probabilmente anche dopo, molte città italiane raggiungeranno infatti valori elevati, spesso compresi tra 35 e 38°C, ma il disagio per la popolazione dipenderà molto anche dall’umidità e quindi dall’afa. Firenze, Bologna, Torino, Milano e Roma saranno nella morsa delle alte temperature, con punte di 37-38° C, anche se si tratta di un caldo secco. Nelle aree costiere, invece, a rendere il caldo meno sopportabile in queste ore è la maggiore umidità. Accade “nelle aree costiere e soprattutto lungo l’alto Adriatico”. Quindi Venezia e Trieste, ma anche “Genova, Napoli e Bari”. Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva università degli studi di Milano La Statale, fa il punto sull’emergenza caldo africano e gli effetti che provoca sulla salute dei cittadini. Ed è uno spunto. Perché molte di queste città si sono dotate di piani per rispondere all’emergenza climatica, da Bologna, prima città italiana a dotarsi di un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici a Milano, con il Piano Aria Clima. Poi ci sono quelli ad hoc per l’estate. E quasi tutte hanno mappato i rifugi climatici, alcune lo stanno facendo. Solo che la maggior parte dei cittadini non ne ha la minima idea e, in caso di emergenza, se lontano da un negozio o un bar dove potersi rifugiare, non sarebbe certo in grado di raggiungere alcun rifugio. Nel frattempo, come racconta Greenpeace, l’Italia resta ostaggio delle isole di calore.
Caldo estremo: i rifugi climatici esistono ma quasi nessuno lo sa
Dal 39% al 62% le giornate di forte stress da calore. Rifugi climatici ignorati dai cittadini, isole di calore ovunque.










