Roma, 26 giugno 2026 – Non siamo più nell'ambito delle curiosità scientifiche. L’Europa sta vivendo una potente ondata di calore: in Italia si parla di città da bollino rosso e punte vicine ai 40 gradi, in Spagna l’Aemet ha certificato una delle fasi più calde di giugno dall’inizio delle serie storiche, con i 40 gradi diffusi e picchi intorno ai 45°C. In alcune cronache si è arrivati a evocare la soglia dei 50 gradi: anche se, più che come temperatura ufficiale dell’aria, è corretto leggerla come valore estremo, percepito o legato a microclimi urbani, dove asfalto, muri e assenza di ombra amplificano il calore.

Al netto delle precisazioni, la colonnina parla chiaro e sopra certe soglie il caldo non è più solo disagio. Diventa un carico biologico per cuore, reni, pelle, cervello e sistema circolatorio. E non conta solo il termometro: umidità, sole diretto, vento, vestiti, età, farmaci e sforzo fisico possono rendere pericolosi anche valori apparentemente “gestibili”. Il corpo umano funziona bene solo entro un margine termico stretto. Quando il caldo cresce, l’organismo deve disperdere calore per impedire che salga la temperatura interna. Se non ci riesce, entrano in sofferenza cuore, reni, pelle, cervello e sistema nervoso. A cosa si va incontro a seconda delle temperature a cui siamo esposti? Una donna si soffia con il ventaglio per alleviare la sensazione di calore