Non è solo un modo di dire: le "notti tropicali" (quelle sopra i 20 gradi) sono un indicatore climatico fondamentale per misurare il caldo. E quest'anno rischiano di essere più degli anni scorsi
Arriva il caldo torrido e tutti si concentrano sulle temperature massime. I 38 o 40 gradi registrati nelle ore più calde finiscono nei titoli dei giornali e nei bollettini meteo. Eppure, secondo gli esperti, uno degli aspetti più preoccupanti delle estati bollenti è ciò che accade dopo il tramonto: le cosiddette “notti tropicali”, quelle in cui la temperatura minima non scende mai sotto i 20 gradi.
Il fenomeno non è soltanto una sensazione condivisa da chi si rigira nel letto senza riuscire a prendere sonno. È un indicatore climatico ufficiale utilizzato dagli scienziati per misurare l’intensità e la frequenza degli episodi di caldo estremo.
Quanto sono frequenti le notti tropicali
I dati raccolti dall’ISPRA mostrano una tendenza molto chiara: negli ultimi decenni il numero di notti tropicali in Italia è aumentato in modo preoccupante. L’istituto segnala che nel 2024 sono state registrate in media 25,2 notti tropicali in più rispetto al valore medio del periodo climatico di riferimento 1991-2020.














