L'ondata di calore storica che sta interessando tutta Europa è caratterizzata dalle cosiddette notti tropicali, in cui il termometro raggiunge anche i 25°C. Quali effetti possono avere sul nostro organismo, già provato dal caldo diurno

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L'ondata di calore che sta attualmente colpendo l’Italia è caratterizzata da temperature notturne persistentemente elevate. Nei media si parla addirittura di notti "tropicali", roventi o equatoriali. In alcune città è attiva l’allerta rossa per ondata di calore, perché il termometro può rimanere ben al di sopra dei 20°C, la soglia che definisce una notte calda o tropicale. Localmente, in alcune aree urbane le temperature hanno raggiunto i 30°C o anche di più a mezzanotte, e possono scendere fino a 25°C nelle prime ore del mattino.Purtroppo, mentre la temperatura diurna ha un impatto reale sulla nostra salute, la temperatura notturna, quella delle nostre camere da letto, ha un impatto altrettanto importante, se non maggiore, sul nostro corpo.Addio al sonno pesantePer un recupero adeguato e un sonno di qualità, il corpo umano ha bisogno di trovarsi in una stanza a una temperatura confortevole, intorno ai 20-25 °C. Per questo motivo, in inverno si raccomanda una temperatura della camera da letto tra i 16 e i 18 °C per un sonno ristoratore. Dormire in una stanza a 27, 28, 29 °C o anche più, provoca un accumulo di stress termico e costringe il corpo a lavorare di più per mantenere la temperatura corretta.Di conseguenza, la qualità del sonno peggiora, i risvegli diventano più frequenti, il tempo di sonno profondo si riduce e il riposo è meno ristoratore. Inoltre, con il passare del tempo e l'aumento delle giornate calde e delle notti tropicali, la stanchezza si accumula. Gli individui più vulnerabili, in particolare i bambini, gli anziani, i lavoratori esposti e le persone con malattie croniche, sono maggiormente a rischio di malori improvvisi e scompenso, ma questo fenomeno può alla fine colpire chiunque. Il legame tra le alte temperature, compreso il caldo notturno, i disturbi del sonno e l'aumento dei problemi cardiovascolari (e persino della mortalità in eccesso) è ben consolidato e documentato.Le isole di calore urbane e costiere aggravano il fenomenoVa notato che questo fenomeno delle notti tropicali si sta intensificando, soprattutto nelle città, perché le isole di calore urbane amplificano le temperature notturne: l'asfalto rilascia il calore assorbito durante il giorno, limitando la capacità della città di raffreddarsi. La scarsità di vegetazione e di fonti d'acqua aggrava ulteriormente la situazione.Sulle coste, sebbene il mare offra un po' di refrigerio durante il giorno, l'acqua si riscalda nel tempo, provocando notti calde a causa della temperatura dell'acqua.Adottare le misure necessariePer limitare gli effetti dannosi delle notti tropicali sul nostro organismo, è consigliabile:- Aprire le finestre solo quando la temperatura esterna è uguale o inferiore alla temperatura interna- Fare una doccia tiepida prima di andare a dormire- Inumidire la pelle con un panno caldo- Idratarsi prima di avere sete- Evitare gli stimolanti (tè, caffè, sigarette) per favorire il sonnoMantenersi correttamente idratatiL'idratazione non consiste solo nel bere molta acqua: si tratta soprattutto di reintegrare regolarmente i liquidi che il corpo perde durante il giorno attraverso la respirazione, la sudorazione, le feci e l'urina.Bere regolarmenteUn'abitudine basilare ma non così semplice. Spesso, con la testa china, ci dimentichiamo di bere finché non compaiono i primi segni di disidratazione e il nostro corpo non ci ricorda di intervenire. Per evitare ciò, si consiglia di bere circa 1,5 litri d'acqua al giorno, l'equivalente di 7-8 bicchieri distribuiti nell'arco della giornata.I segni di disidratazioneBocca secca, mal di testa, difficoltà di concentrazione, mancanza di energia, affaticamento: i segni della disidratazione compaiono rapidamente quando ci si dimentica di idratarsi a sufficienza! Diversi studi scientifici dimostrano che una disidratazione moderata riduce le prestazioni cognitive – concentrazione, prontezza mentale, memoria, ecc. – e le prestazioni fisiche.