LAMEZIA TERME «Le organizzazioni mafiose sono volte ad accumulare ricchezze e potere, quindi non perdono occasione per seguire quelle finalità. Occorre molta attenzione per evitare che le imprese che esprimono gli interessi mafiosi siano presenti ovunque». Così, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, ospite al Festival Trame, libri sulle mafie che si svolge a Lamezia Terme, rispondendo ai cronisti riguardo il Ponte sullo Stretto. Melillo ha ribadito le sue critiche alla riforma delle intercettazioni. «Ho sottolineato che una modifica operata nell’ottobre 2023 per i procedimenti per le indagini iniziate successivamente alla legge, rende molto più difficile l’utilizzazione delle intercettazioni in altri procedimenti, anche quando questi procedimenti riguardano la mafia. È un tema che tocca al legislatore affrontare». «L’Italia ha dimostrato di saper contrastare le mafie applicando le leggi, rispettando i diritti delle libertà fondamentali. Questa è la lezione profonda del modello italiano e va conservata a condizione ovviamente di continuare a disporre di una legislazione che fornisca strumenti efficaci e risorse sufficienti – ha aggiunto – Le mafie sono sempre presenti con una incredibile capacità di trasformazione. Giovanni Falcone diceva che il mafioso avrà sempre una lunghezza di vantaggio rispetto a noi. Per dire che le mafie sono organizzazioni dotate di straordinaria capacità di adattamento, hanno una profonda conoscenza della modernità e delle tecnologie. Cosa Nostra è pericolosa, ma non è più quella di 40 anni fa: cerca continuamente, non appena c’è qualche scarcerazione importante, di ricostruire un organismo unitario, ma non ci riesce perché prosegue in maniera importante l’azione di prevenzione e di repressione importante. E la ‘ndrangheta ormai è un’organizzazione di cui sono visibili le trame, con processi di espansione affaristica nel nord Italia e all’estero».