Pubblicato il: 19/06/2026 – 12:02
LAMEZIA TERME «Non abbiamo la reale contezza del fenomeno ’ndranghetistico. Le reali dimensioni, non solo in termini di diffusione di questo tipo di criminalità organizzata, ma anche dell’enormità delle ricchezze che accumula. La ’ndrangheta è diventata un’industria del crimine, non è più la ’ndrangheta degli anni Settanta». Lo ha detto il procuratore della Dda di Catanzaro, Salvatore Curcio, intervenendo alla presentazione del libro Nome in codice Sandro di Pietro Comito, nell’ambito della rassegna Trame, festival dei libri sulle mafie in corso a Lamezia Terme. «Ci sono scenari e panorami che ormai vanno oltre – ha proseguito Curcio -. Se pensate che la Convenzione di Palermo del 2000, ratificata con la legge 146 del 2006, nasce proprio dall’aver constatato, in tutti i Paesi del mondo, la presenza di determinate organizzazioni di tipo mafioso e non, con il cosiddetto carattere della transnazionalità, capite come sia cambiato il modo stesso di investigare». Secondo il capo della Dda catanzarese, «ormai non c’è indagine di ’ndrangheta seria che non ci veda cooperare con i Paesi di tutto il mondo». «Solo la Procura antimafia di Catanzaro – ha aggiunto – ha una serie di Jit aperte, le cosiddette Joint investigation teams, con le polizie giudiziarie e le autorità giudiziarie di tutti i continenti, perché la ’ndrangheta è dappertutto ed è cambiata radicalmente».










