Non c’è solo la Calabria dello sfruttamento dei braccianti, fino alla drammatica morte dei quattro lavoratori ad Amendolara. Non ci sono solo gli attentati a imprenditori e amministratori locali, in crescita in questi mesi. Non ci sono solo gli affari sempre più globalizzati della ‘ndrangheta. Ma ci sono anche «i luoghi della resistenza, delle comunità che reagiscono, delle imprese che scelgono la legalità, dei cittadini che difendono diritti e dignità».Lo spiega Giovanni Tizian, direttore artistico di “Trame. Festival dei libri sulle mafie”, la più importante rassegna su questi temi, in corso fino al 21 giugno a Lamezia Terme. Quindicesima edizione, con oltre 70 eventi, 10 mostre, oltre 330 ospiti e più di 100 volontari, sei giorni di incontri, dibattiti, spettacoli, mostre, proiezioni e momenti di confronto dedicati ai grandi temi della legalità, della giustizia sociale, dei diritti e della memoria, partendo dalla Calabria per riflettere sulle mafie di oggi di cui, purtroppo, molto poco si parla.Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano: Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, protagonista del confronto “Crisi, guerre, giustizia. Le mafie nell’Italia 2026”, Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli, atteso nella giornata conclusiva in un appuntamento dedicato alla giustizia e alle nuove geografie criminali, Luca Tescaroli, Procuratore di Prato, protagonista del dibattito sulla mafia albanese e sulla sua espansione internazionale, Salvatore Curcio, Procuratore di Catanzaro, che interverrà nell’incontro dedicato al primo infiltrato civile nel narcotraffico e Pietro Grasso, ex magistrato ed ex Presidente del Senato, che presenterà il suo libro ‘U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra".Oltre ai magistrati e alle figure istituzionali, anche quest’anno il Festival ospiterà giornalisti, scrittori, studiosi e testimoni dell’impegno civile, tra cui Nello Trocchia, Danilo Chirico, Claudio Cordova, Enzo Ciconte, Stefania Auci, Gaetano Savatteri, Anna Sergi, Claudio Fava, Miguel Gotor, John Dickie, Vito Teti, Angela Iantosca. Si parlerà anche di “Etica d’impresa e politiche della legalità e della sicurezza”, di gioco d’azzardo col dossier “Azzardomafie” di Libera, del progetto di inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme. E poi tanti «momenti di riflessione e di omaggio a chi, per proteggere il proprio futuro e della propria terra, ha spesso perso la vita, e a chi resiste ogni giorno contro i poteri criminali».Particolare attenzione sarà poi riservata alle mostre, cuore visivo del Festival. La mostra “Vedere la democrazia. L’eredità dell’antico tra testimonianze classiche e creazioni contemporanee” in collaborazione col Museo archeologico lametino, omaggio agli 80 anni della Costituzione, che presenta la tessera elettorale di Anthropiskos, cittadino dell’antica polis magnogreca di Terina. Rivenuta nel 2016 in località Iardini di Renda di Sant’Eufemia Vetere (Lamezia Terme), questa piccola sfera in bronzo era uno strumento utilizzato per il sorteggio delle cariche pubbliche. Il segno tangibile di un diritto esercitato millenni fa.E ancora il percorso fotografico di Oliviero Toscani a Corleone, “Con Toscani – Corleone nel mondo”, le vignette di Mauro Biani dedicate alle operatrici e operatori dell’informazione uccisi mentre svolgevano il loro lavoro. “Terra e Libertà” è il titolo di questa edizione e la libertà ne è il filo conduttore anche là dove «si manifestano le nuove forme di potere: è nei territori che le mafie continuano a cercare consenso e controllo, infiltrando l’economia, condizionando il lavoro e alterando le regole della convivenza democratica». E questo, avverte Nuccio Iovene, presidente della Fondazione Trame, «testimonianza della necessità di continuare in un impegno, una ricerca e una lotta che non possono venire meno. Sono come sempre le due facce della medaglia su cui ha camminato il festival lungo tutti questi quindici anni».
Legalità e resistenza, in Calabria c'è il festival contro le mafie
Si chiama "Trame", si svolge a Lamezia Terme e in sei giorni di incontri, fino al 21 giugno, racconta attraverso i protagonisti della lotta alla criminalità i percorsi possibili per difendere diritti e dignità, resistendo all'arroganza dei clan













