Pisa, 31 maggio 2026 – Gli uomini della sezione operativa per la sicurezza cibernetica della Polposta sono al lavoro per scandagliare chat, foto e video nei dispositivi sequestrati ai due ragazzini finiti nei guai per istigazione al suicidio. Al momento sono i due grossetani di 15 anni, compagni di scuola, a essere finiti nel mirino degli investigatori, ma questo non significa che l’inchiesta aperta dalla procura dei minori di Firenze non possa allargarsi ad altri soggetti che, a vario titolo, possano essere stati coinvolti nelle rete delle sfide in rete.

L’inchiesta che ha condotto il sostituto procuratore Filippo Focardi a individuare i due studenti maremmani è partita dalla Germania. Dal ricovero di un’altra adolescente in ospedale a seguito delle ferite che si sarebbe inflitta su ’ordine’ di uno dei due quindicenni.

Episodio che poi lei ha immortalato in foto e video inviate al contatto che l’aveva ’istigata’ - almeno questa è l’ipotesi della procura fiorentina - a dimostrazione di avere compiuto la sfida, scrivendo anche un nome sul muro con il suo sangue.

Il dubbio degli inquirenti è che la ’challenge’ (come si chiama in gergo) non sia stata portata a compimento e lei dopo un periodo in ospedale è tornata a casa. Ma quanti altri ragazzini possano essere finiti nella pericolosa rete che prende le mosse dalla innocua piattaforma Roblox e imbriglia nella comunità 764?