Una possibile sfida social, maturata tra Telegram, TikTok e contenuti violenti condivisi online. È una delle piste su cui stanno lavorando i carabinieri e la Procura per i minorenni di Palermo per capire cosa abbia spinto un ragazzino di 12 anni già compiuti (e non 11, come si era appreso) a tentare di accoltellare in diretta social il suo professore durante una lezione nella scuola media Enrico Fermi di San Vito Lo Capo.Il ragazzino è stato sentito per ore dalla procuratrice dei minori di Palermo Claudia Caramanna e da un’equipe di psicologi. Davanti ai magistrati il ragazzino, non imputabile, non avrebbe mostrato alcun pentimento per il suo gesto che era stato programmato nei particolari nei giorni precedenti e annunciato, seppure con post solo allusivi, sul suo profilo Tik Tok.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
San Vito, le coltellate al prof. Il ragazzino: «Non mi pento»
Il dodicenne sentito per ore dai pm, Valditara: «Vietiamo i social ai minori di 15 anni». Il docente che ha evitato il peggio, ferendosi alle mani: «Non riesco a spiegarmelo»











