L’elemento più agghiacciante della tragedia sfiorata in un istituto del Trapanese non risiede soltanto nella brutalità del gesto, ma nell’assoluta, gelida assenza di pentimento del suo giovanissimo autore.

Un alunno di 12 anni, dopo aver tentato di colpire con un coltello il docente di tecnologia poco prima dell’inizio delle lezioni, ha mantenuto una freddezza che ha sconcertato inquirenti e operatori.

Bloccato in tempo, in quello che gli investigatori definiscono senza esitazioni una «strage sfiorata», il dodicenne è stato ascoltato per ore in un ambiente protetto all’interno di una caserma dei carabinieri.

A dirigere l’audizione è stata la procuratrice dei minori di Palermo, Claudia Caramanna, coadiuvata da un’équipe di psicologi.

Eppure, di fronte a magistrati ed esperti, l’adolescente non ha mostrato alcun cedimento emotivo né il minimo segno di rimorso per l’azione appena compiuta.