E’ stato sentito per ore dalla procuratrice dei minori di Palermo Claudia Caramanna e da un’equipe di psicologi, in un luogo protetto, in una caserma dei carabinieri, il ragazzino di 12 anni già compiuti (e non 11, come si era appreso) che, ieri, ha tentato di accoltellare un professore di tecnologia prima che cominciassero le lezioni, in una scuola del Trapanese. Davanti ai magistrati il 12enne non avrebbe mostrato alcun pentimento per il suo gesto che era stato programmato nei particolari nei giorni precedenti e annunciato, seppure con post solo allusivi, sul suo profilo Tik Tok. Gli investigatori sono convinti che si stata una «strage sfiorata» e hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici in possesso dello studente che, venerdì mattina, prima di entrare in classe si è cambiato in bagno, ha indossato un caschetto da bici su cui ha incastrato una telecamera go-pro con la quale ha fatto una diretta Telegram della tentata aggressione. Anche la diretta era stata annunciata su Tik Tok. Smentita la tesi che dietro l’aggressione ci fosse una challenge social. E’ certo, però, che alcuni dei contatti del 12enne, che in 24 ore ha raddoppiato i follower, fossero al corrente delle sue azioni.
San Vito, l'aggressione al prof: il ragazzino interrogato non si pente de gesto
E’ stato sentito per ore dalla procuratrice dei minori di Palermo Claudia Caramanna e da un’equipe di psicologi, in un luogo protetto, in una caserma dei carabinieri,...










