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Lara Sirignano

Gli investigatori: «Una strage mancata». Caccia agli utenti social che l’hanno istigato. Si valuta il trasferimento in una struttura specializzata

Un’azione deliberata, pianificata nei particolari e certamente condivisa con qualche «amico» del web. Non è stata una bravata. Sapeva esattamente cosa stava facendo il 12enne che, venerdì, in una scuola media della provincia di Trapani, ha cercato di accoltellare il professore di Tecnologia davanti ai compagni. Parlano di «strage sfiorata» gli inquirenti che cercano di ricostruire il contesto in cui si muoveva lo studente.

Un mondo in cui reale e virtuale si intrecciano, in cui ci si nasconde dietro incomprensibili nickname e si danno voti a chi compie gesti violenti. «I’m a nice lad I guess», «penso di essere un bravo ragazzo», scriveva su Tik Tok lo studente che, ieri, è comparso davanti agli psicologi e alla procuratrice per i Minori di Palermo Claudia Caramanna. Non è imputabile, ma vista la gravità del fatto i magistrati valutano un suo trasferimento in una struttura specializzata.