di

Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Séjourné accelera sulla linea dura e punta a nuovi scudi contro dumping e sovrapproduzione cinese

L’Europa alza il muro contro la Cina. E questa volta non si tratta soltanto di qualche dazio su auto elettriche o pannelli solari. A Bruxelles sta prendendo forma qualcosa di molto più profondo: una nuova politica di difesa industriale europea.

Il segnale è arrivato direttamente dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné, che in una serie di interviste ad alcuni quotidiani, tra cui il Financial Times e Le Monde, ha annunciato l’intenzione dell’Ue di ampliare l’uso di quote alle importazioni e tariffe contro la Cina per proteggere interi settori industriali europei da quella che Bruxelles considera ormai una minaccia «esistenziale».