<p>La crisi dell'auto europea torna al centro del dibattito politico a Bruxelles.

Nel corso della plenaria del Parlamento europeo di ieri dedicata alla competitività dell'industria automobilistica, il vicepresidente della Commissione Europea Stéphane Séjourné ha lanciato un duro attacco contro la Cina, accusandola di perseguire una «strategia predatoria» nel settore dell'auto elettrica e avvertendo che il comparto europeo è ormai «in pericolo mortale».</p><p>Secondo Séjourné, Pechino sta riversando sul mercato europeo la propria capacità produttiva in eccesso, con conseguenze sempre più evidenti per i costruttori del Vecchio Continente. «Il risultato è innegabile: perdita di quote di mercato per i nostri produttori e massicce importazioni di modelli cinesi, che oggi rappresentano oltre il 15% del segmento dei veicoli elettrificati in Europa».

Una dinamica che, ha aggiunto, costringe gli impianti europei a lavorare ben al di sotto della loro capacità e alimenta il rischio di licenziamenti su larga scala.</p><p>Séjourné ha descritto una situazione estremamente critica per l'industria automobilistica europea. «Il settore automobilistico europeo è in pericolo mortale», ha dichiarato, chiedendo alle istituzioni europee di approvare rapidamente le misure sul tavolo per sostenere la competitività del comparto.