«L’anno scorso l’Unione europea ha registrato il disavanzo commerciale più ampio mai avuto con la Cina: 360 miliardi di euro, pari a un deficit di un miliardo al giorno».

Una situazione che vale per tutti i 27 Paesi membri, nessuno escluso.

Alla fine ci ha pensato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, a rompere l’incantesimo e a fare il nome dell’elefante nella stanza.

Il vertice dei leader Ue che si è concluso ieri a Bruxelles ha avuto, infatti, come piatto forte un confronto a tutto campo sulle crescenti tensioni economiche con Pechino, ma le conclusioni finali non si riferiscono espressamente alla Repubblica popolare.

Temendo strappi con il gigante asiatico da cui dipendono per una serie di componenti strategici per la transizione pulita e digitale come chip e terre rare, le diplomazie hanno preferito affidarsi alla formula felpata degli «squilibri macroeconomici globali» che ostacolano la competitività delle industrie europee.