BRUXELLES – Parlare di protezionismo europeo è ancora prematuro. Tuttavia, è evidente che il dibattito a livello comunitario sulla necessità di meglio difendere il mercato unico ha assunto una nuova enfasi. Non per altro: le critiche provenienti dalla Cina si sono moltiplicate in questi ultimi tempi. La conferma è giunta ieri durante un dibattito ministeriale sull’Industrial Accelerator Act, il testo legislativo che prevede il principio del «Buy European» in alcuni settori strategici.

«Lo scambio tra i paesi membri sul testo legislativo è stato utile. Sarà nostro compito trasferire le informazioni ottenute in un prossimo testo di compromesso», ha spiegato Michael Damianos, il ministro cipriota dell’industria che ha presieduto la riunione ministeriale. Più ottimista il commissario al mercato unico Stéphane Séjourné, che ha parlato di «convergenza inedita» tra i paesi membri. «C’è ormai consapevolezza dell’urgenza della situazione».

La Commissione europea ha presentato in marzo l’Industrial Accelerator Act che deve servire a imporre in alcuni settori strategici la presenza di una percentuale minima di componenti europei e di requisiti ambientali negli appalti pubblici e nell’uso di sussidi a livello nazionale. Durante il dibattito di ieri è emerso un primo consenso di massima sui principi di questo provvedimento legislativo, innovativo nella storia comunitaria.