Roma, 1 giugno 2026 – L’Unione europea non intende chiudere i canali con Pechino, ma considera ormai necessario un riequilibrio profondo delle relazioni commerciali e di investimento con la Cina. È il messaggio ribadito dalla Commissione europea nel corso del briefing con la stampa, dopo il readout del Collegio dei commissari del 29 maggio, in cui Bruxelles ha definito “non sostenibile” l’attuale stato dei rapporti economici con la Repubblica popolare, precisando che quanto emerso confluirà nei lavori delle prossime settimane, in vista di ulteriori discussioni al G7 e al Consiglio europeo di giugno.

Il commento dei portavoce europei è giunto dopo la reazione del ministero del Commercio cinese, che in una nota diramata il 30 maggio scorso ha invitato l’Unione europea a rispettare le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, a opporsi a protezionismo e unilateralismo e a risolvere le divergenze attraverso il dialogo.

Nella nota, il ministero del Commercio cinese ha però aggiunto che, se l’Ue dovesse insistere nel varare nuovi strumenti commerciali unilaterali e restrizioni discriminatorie, la Cina risponderebbe “con fermezza” adottando misure efficaci per difendere i propri interessi.