I commissari europei si sono riuniti venerdì 29 maggio per discutere come proteggere le industrie europee dall’impennata delle importazioni cinesi. Hanno riconosciuto che «l’attuale stato delle relazioni commerciali e d’investimento non è sostenibile» e hanno concordato sulla necessità di una strategia di de-risking, e non di decoupling.
PUBBLICITÀ
All’inizio della settimana scorsa, la Commissione ha prospettato misure che potrebbero obbligare le imprese a diversificare le proprie catene di fornitura e limitare l’accesso di Pechino al mercato dell’UE per prodotti chimici, metalli ed energie pulite.
Proposte concrete sono attese nel terzo trimestre dell’anno, dopo il vertice dei leader dell’UE di giugno. Questo incontro segna però una svolta importante: finora l’Europa considerava la propria crescente dipendenza dalla Cina principalmente come una questione commerciale. Ora la riconosce come un problema di competitività e di sicurezza.
L'Europa è troppo dipendente dalla Cina












