Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Uno psicodramma che accomuna il Centrodestra e il Centrosinistra a Messina. Le dichiarazioni, o i silenzi, dei leader dei partiti appaiono surreali e stridono con l’esito di un’elezione che lascia poco spazio ad alibi e giustificazioni. C’è chi esulta per aver preso un seggio in Consiglio, chi dice «ma restiamo il partito più forte di opposizione», chi rimanda a generici inviti del tipo «altri devono assumersi le proprie responsabilità». Nessuno, tranne il segretario cittadino di Forza Italia, Antonio Barbera, che ha dato una lezione di classe a tutti e si è dimesso, sembra aver compreso la portata di questo voto, a Messina e a Barcellona Pozzo di Gotto, il secondo Comune più popoloso e importante della provincia.
Partiamo dal Centrodestra. Nessuno ancora lo dice ufficialmente ma sul banco degli “imputati” c’è lei, la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano. Sussurri e voci, all’interno di Fratelli d’Italia, della Lega e della stessa Forza Italia, dicono di un malcontento diffuso, di tanti che non hanno condiviso né la candidatura a sindaco né la campagna elettorale portata avanti dall’avvocato Marcello Scurria. Si imputa a Matilde Siracusano il risultato più deludente della storia di Forza Italia in riva allo Stretto, proprio nella città che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del governo Meloni-Tajani-Salvini, la capitale della mini-Regione unita dal Ponte.















