Ogni elezione è una storia a sé e sono storie molto diverse quelle di un referendum e di una tornata amministrativa. Ma la clamorosa sconfitta della destra appena due mesi fa e, sul versante opposto, la quasi certezza del centrosinistra di poter assestare, su quell’onda, un altro colpo al governo Meloni con le comunali di maggio avviando la marcia trionfale verso le politiche, rendono inevitabile provare a tirare un filo sul piano nazionale. E quel filo al momento tesse ancora la stessa trama.

Al netto del trionfo tutto personale di Vincenzo De Luca che sarà sindaco di Salerno per la quinta volta, a Reggio Calabria il centrosinistra diviso partiva sconfitto in partenza e i 5 Stelle nemmeno erano in campo: un quadro parziale, certo (alle elezioni locali si smontano e rimontano alleanze di tutti i tipi), ma comunque indicativo dei ritardi di una coalizione tuttora solo virtuale nonostante i passi avanti. Oltretutto il tonfo è stato ancora più clamoroso del previsto.

Ma è in particolare il ribaltamento dei pronostici a Venezia, con la sconfitta del dem Andrea Martella al primo turno, a dare il polso di una coalizione di destra ancora viva e vegeta dopo la batosta del referendum costituzionale di marzo, seppure apparentemente in preda a una crisi non solo di nervi.