Amministrative, tutti i dati e l'analisi del voto di Alessandra Sardoni del TgLa7
Le elezioni comunali hanno lasciato un quadro abbastanza equilibrato a livello nazionale, ma con alcuni risultati simbolicamente molto pesanti nelle città più grandi.Il dato che ha attirato più attenzione è stato quello di Venezia, che era considerata la sfida principale della tornata: il centrodestra è riuscito a mantenere il Comune vincendo già al primo turno con Simone Venturini, nonostante nelle settimane precedenti diversi osservatori dessero il centrosinistra competitivo o leggermente favorito. Il risultato è stato letto come un segnale politico importante anche in vista delle elezioni nazionali del prossimo anno.Al Sud spicca Salerno, dove Vincenzo De Luca è tornato alla guida della città con una vittoria molto ampia, confermando il suo peso politico locale e chiudendo la partita senza bisogno del ballottaggio.A Reggio Calabria c’è stato invece uno dei cambi più significativi: il centrodestra ha conquistato una città che negli ultimi anni era stata amministrata dal centrosinistra, trasformando il risultato in uno dei segnali politici più discussi della giornata elettorale.Infine a Messina è arrivata la conferma di Federico Basile, che ha mantenuto il Comune con una proposta civica autonoma rispetto ai due principali schieramenti nazionali.Nel complesso, con l'affluenza in calo, il voto non consegna una vittoria netta a uno schieramento: il centrodestra porta a casa i risultati più simbolici, soprattutto Venezia e Reggio Calabria, mentre il centrosinistra conserva roccaforti importanti e ottiene risultati positivi in altre città medie.==================================================================================Nel video l'analisi di Alessandra Sardoni focalizzata sugli errori del centrosinistra a Venezia dove si pensava a una sconfitta del centrodestra e la spiegazione di come gli schieramenti si avvicinano alle elezioni politiche del prossimo anno:"Qual è la lezione che arriva da questa tornata di elezioni amministrative, ma intanto guardiamo il caso Venezia, che è quello più simbolico rispetto al quale c'erano più attese e più aspettative. Il centrosinistra si sentiva sicuro della vittoria, e il centrodestra sembrava rassegnato a una sconfitta, quindi se ha sorpreso vuol dire che entrambi gli schieramenti però non avevano così tanto il polso della situazione.Ma insomma, questa è Venezia e sicuramente il centrosinistra ha dato troppa importanza a delle vicende che erano squisitamente mediatiche erano naturalmente politiche, ma che avevano una risonanza mediatica nazionale, ma meno evidentemente locale, come il caso della direttrice d'orchestra Beatrice Venezia contestata dalla Fenice, o come le polemiche sulla Biennale di Pietrangelo Buttafuoco, questioni importanti, dossier importanti nazionali per altre ragioni più generali, ma non nella sensibilità di chi doveva votare a scegliere il proprio sindaco.E così a destra però si è avuto paura evidentemente di questo e anche lì su una scala nazionale. Però si è capito che invece contano gli amministratori e quindi hanno scelto un sindaco moderato. Sono stati lontani i leader dalla campagna elettorale e questo ha funzionato. E poi naturalmente ci sono tanti altri casi più piccoli e con dei ragionamenti che insomma poi si potranno fare nel tempo.Quello che però resta complessivamente anche grazie alla simbologia, diciamo alla dimensione simbolica di Venezia, è un effetto psicologico, questo sì, ossigeno per Giorgia Meloni, dopo la batosta referendaria e invece un calmante per le euforie sempre post referendarie, del centrosinistra, che sembrava sentirsi pronto a una vittoria.Il centrosinistra deve fare i conti con un problema di leadership, e un problema di proposta e di contatto con il proprio elettorato e anche con l'opinione pubblica per allargare il campo. A Giorgia Meloni restano le difficoltà, che aveva e che si sono viste molto chiaramente all'assemblea di Confindustria a Roma, nel suo discorso a agli imprenditori, nel quale si è trovata a come dire, a rilanciare delle vecchie parole d'ordine e a cercare di bilanciarle nei confronti dell'Europa: la questione della burocrazia e il tema della sussidiarietà, il tema dei laccioli che impediscono alle imprese e una proposta veramente tardiva, Visto che manca un anno e poco più alle elezioni politiche. Di un tavolo con le imprese contro la burocrazia europea, insomma, forse è un po' tardi e doveva pensarci prima, ma è soltanto il segno di una delle tante altre difficoltà sulla scena internazionale naturalmente, ma su quella economica in particolare".
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Le elezioni comunali hanno lasciato un quadro abbastanza equilibrato a livello nazionale, ma con alcuni risultati simbolicamente molto pesanti nelle città più grandi.
Il dato che ha attirato più attenzione è stato quello di Venezia, che era considerata la sfida principale della tornata: il centrodestra è riuscito a mantenere il Comune vincendo già al primo turno con Simone Venturini, nonostante nelle settimane precedenti diversi osservatori dessero il centrosinistra competitivo o leggermente favorito. Il risultato è stato letto come un segnale politico importante anche in vista delle elezioni nazionali del prossimo anno.
Al Sud spicca Salerno, dove Vincenzo De Luca è tornato alla guida della città con una vittoria molto ampia, confermando il suo peso politico locale e chiudendo la partita senza bisogno del ballottaggio.
A Reggio Calabria c’è stato invece uno dei cambi più significativi: il centrodestra ha conquistato una città che negli ultimi anni era stata amministrata dal centrosinistra, trasformando il risultato in uno dei segnali politici più discussi della giornata elettorale.
Infine a Messina è arrivata la conferma di Federico Basile, che ha mantenuto il Comune con una proposta civica autonoma rispetto ai due principali schieramenti nazionali.