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Prova a spegnere i rumors sulle elezioni anticipate e rinvia a dopo i ballottaggi il confronto nella maggioranza per placare le risse in corso. Renato Schifani ha ribadito ieri che le sue dimissioni «non sono all'ordine del giorno perché sto lavorando e i risultati si vedono. Non vedo per quale motivo si dovrebbe votare prima del previsto».
È un avviso ai naviganti e a quanti gli contestano una crisi in grado di logorare il centrodestra al punto da legittimare la scelta di anticipare le elezioni, previste, in assenza di scossoni, per l’autunno 2027. L’unica cosa che non esclude, Schifani, è di poter agganciarsi al voto anticipato che sarà eventualmente la Meloni a scegliere a Roma per le Politiche: in quel caso è aprile il mese su cui scommettono tutti. In ogni caso ieri il presidente ha avuto una giornata quasi da campagna elettorale già avviata per il bis che esplicitamente ha chiesto agli alleati. Di buon mattino la visita al liceo Dolci di Palermo per inaugurare i Magazzini Brancaccio sottratti alla mafia. Poi l’udienza alla Corte dei Conti per la parifica del bilancio 2022. Nel pomeriggio l’inaugurazione di un pronto soccorso a Trapani e poi la visita all’imprenditore Tommaso Dragotto, vittima dell’intimidazione mafiosa la notte precedente. In questa chiave rientra pure l’annuncio del via libera della giunta a un piano di aumento dei finanziamenti europei destinati all’edilizia sociale-housing: si tratta di altri 183 milioni che portano il budget per interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale a 246 milioni.














