Si è partiti con lo schema: 13 per il centrodestra, 3 per il centrosinistra, 1 per De Luca. Così si presentavano i 17 Comuni con più di 15mila abitanti chiamati al voto in Sicilia. Si esce dalle urne con uno scacchiere stravolto: 6 per il centrodestra, 5 per il centrosinistra, 1 per De Luca. Più un civico e quattro (quasi certi) ballottaggi.
Lo stato d'animo delle coalizioni si misura anche dalle prime reazioni. Alle 21.30 non si registra ancora nessun commento da parte dei big siciliani del centrodestra, (al netto della soddisfazione degli autonomisti per la vittoria a San Giovanni La Punta). Il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo festeggia: «Dove la coalizione progressista si presenta unita, vince e convince e il Pd raddoppia il numero di consiglieri comunali eletti». Il deputato di Controcorrente Ismaele La Vardera esulta ed è pronto a passare all'incasso: «Ad Agrigento si fa la storia ed è boom di Controcorrente in tutta la Sicilia».
Il primo turno delle elezioni amministrative sull'Isola regala una pesante battuta d'arresto al centrodestra, che non riesce a conquistare nessuna delle quattro città più importanti al voto: Messina rimane a Sud Chiama Nord con Federico Basile, delfino di Cateno De Luca; Enna passa dal centrodestra al centrosinistra con Mirello Crisafulli che non ha il simbolo del Pd ma ha tutta la comunità democratica locale dalla sua parte; Agrigento passa dal centrodestra al ballottaggio: sfuma di un soffio una clamorosa vittoria al primo turno per Michele Sodano, scelto da Ismaele La Vardera e sostenuto da tutto il campo progressista, tra due settimane la sfida sarà con Dino Alonge, sostenuto solo da metà centrodestra (Forza Italia e Mpa, leggasi i potenti deputati Riccardo Gallo e Roberto Di Mauro); Marsala passa dal centrodestra al centrosinistra, con la vittoria di Andreana Patti, del Pd col sostegno di tutto il centrosinistra unito.













