di
Massimo Gaggi
Dagli investimenti in Borsa in aziende che poi elogia pubblicamente alla causa col Fisco ormai sepolta, il tycoon ottiene uno scudo giudiziario enorme
Già un anno fa, davanti a forme di arricchimento sfacciato del clan Trump con le criptovalute, il regalo di un jet da 200 milioni di dollari e altri affari miliardari con Paesi del Golfo desiderosi di un accesso privilegiato alla Casa Bianca, i giornali americani (quelli che il presidente definisce «nemici del popolo») denunciarono forme intollerabili di corruzione dilagante.Ma Trump non si è fermato. Non solo: oltre ad andare avanti nella stessa direzione senza nascondere nulla (non per trasparenza ma per dimostrare che nessuno può imporgli limiti) ha investito in aziende, da Nvidia a Oracle a Dell, il cui valore di Borsa poco dopo è cresciuto in seguito a decisioni del presidente o, addirittura, a suoi pubblici elogi e inviti ad acquistare titoli di queste imprese.C’è poi il capitolo dei mercati predittivi come Polymarket nei quali si scommette su eventi futuri: si indaga sui tanti che hanno guadagnato molto piazzando scommesse sull’arresto di Maduro o sull’attacco all’Iran poche ore prima della cattura del dittatore venezuelano e del decollo dei bombardieri americani e israeliani. Trump dice che questa roba non gli piace, ma i figli sono nel business (il primogenito Donald Jr è investitore e consigliere di Polymarket).















