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Ultimo aggiornamento: 18:17
Non solo politica e attività imprenditoriali tradizionali. Il patrimonio di Donald Trump cresce anche e soprattutto grazie alle criptovalute. Lunedì la famiglia del tycoon ha fatto 5 miliardi di dollari di profitto in un solo giorno di contrattazioni, dopo che il token crittografico sostenuto dal presidente Usa e dai suoi figli ha cominciato ad essere quotato in borsa.
I Trump avevano lanciato la società di criptovalute World Liberty Financial (Wlfi) lo scorso anno, durante la campagna presidenziale, sollevando non poche polemiche. Quello delle monete virtuali è infatti un settore soggetto a regolamentazione da parte dell’inquilino della Casa Bianca. Da qui le accuse di conflitto d’interesse. Trump veniva indicato come “Chief crypto advocate” sul sito web della società, con un ruolo di responsabilità effettiva nell’azienda. Ora viene invece definito “Co-fondatore emerito”, con una nota a piè di pagina che recita: “Rimosso dopo l’insediamento”.
A inizio estate erano stati gli investitori legati a World Liberty a decidere di rendere la moneta negoziabile sul mercato azionario, permettendo da inizio settembre di vendere fino al 20% delle quote possedute. E permettendo così al presidente Usa di accrescere il valore delle sue quote personali. Trump stesso detiene poco meno di 16 miliardi di token per un valore di 3,4 miliardi di dollari: le criptovalute sono diventate la sua principale fonte di ricchezza. Nel frattempo anche l’American Bitcoin, la società di mining di Bitcoin sostenuta dai due figli maggiori di Trump, è pronta per essere quotata in borsa. “Siamo diventati il nome più importante nel mondo delle criptovalute – ha dichiarato Eric Trump al Wall Street Journal – American Bitcoin diventerà la più grande società di tesoreria mai creata”.










